2024-ongoing
There are opportunities that can only arise when we experience them together. Ci sono possibilità che possono emergere solo quando vengono vissute insieme.
I create situations in which to explore new forms of relationship. Creo situazioni in cui sperimentare nuove forme di relazione.
HOLDER, 2026




Credits: Lorenzo Dutto
Durational Performance
April 17 2026, Archivi del Contatto, Spazio Beeozanam, Turin
In a safe and non-judgemental space, the audience is invited to write on a sheet of paper what they wish to let go of , such as thoughts, pressures, fears… The sheet is then placed on the artist’s body, which lies motionless on the floor. As the sheets pile up, an invisible emotional weight gradually takes on a physical presence. Each participant determines the nature of their gesture: handing over, placing, folding, tearing or crumpling the piece of paper before leaving it on the artist’s body. Rather than seeking a resolution, the performance creates a temporary situation in which responsibility can be redistributed and care experienced as a shared and embodied action. The work constructs a relational space in which artistic practice, social commitment and political reflection intertwine, questioning what it means today to bear another person’s burden and proposing empathy as a form of community.
In uno spazio sicuro e non giudicante, il pubblico è invitato a scrivere su un foglio ciò di cui desidera liberarsi, ad esempio pensieri, pressioni, paure… Il foglio viene poi deposto sul corpo dell’artista, distesa immobile a terra. Man mano che i fogli si accumulano, un peso emotivo invisibile acquisisce gradualmente una presenza fisica. Ogni partecipante determina la forma del gesto: consegnare, appoggiare, piegare, strappare o comprimere il foglio prima di lasciarlo sul corpo dell’artista. Più che cercare una risoluzione, la performance crea una situazione temporanea in cui la responsabilità può essere redistribuita e la cura sperimentata come un’azione condivisa e incarnata. L’opera costruisce uno spazio relazionale in cui pratica artistica, impegno sociale e riflessione politica si intrecciano, interrogando il significato che oggi assume il sostenere il peso di un’altra persona e proponendo l’empatia come forma di comunità.
Anthology of the Human Being
2024 -ongoing
Approaches and interventions designed to explore the human ecosystem of which we are a part. Avvicinamenti e interventi per indagare l’ecosistema umano di cui facciamo parte.
By engaging with individual characteristics, the series fosters interpersonal relationships and creates opportunities for mutual recognition, helping to rebuild a sense of community. Attraverso l’incontro con le peculiarità individuali, la serie stimola i rapporti interpersonali e apre spazi di riconoscimento reciproco, contribuendo a ricostruire il senso di comunità.
HUMANKIND, 2025-2026
Desires, 2025 – 7 minutes 14 seconds, Video 4k Stereo
Fears, 2025 – 7 minutes 13 seconds, Video 4k Stereo
The performer collects desires and fears from 100 people. Their answers, together with those of the artist, form the script for a performance in which every voice merges into a single narrative, making it impossible to distinguish what belongs to one person from what belongs to another. The audience is challenged to distinguish: which are mine? Which are hers? And which belong to people I have never met? As these distinctions begin to dissolve, it becomes apparent how much of what we believe to be solely our own is, in reality, shared by everyone.
L’artista raccoglie i desideri e le paure di 100 persone. Le loro risposte, insieme a quelle dell’artista stessa, costituiscono il copione di una performance in cui ogni voce si fonde in un’unica narrazione, rendendo impossibile distinguere ciò che appartiene a una persona da ciò che appartiene a un’altra. Il pubblico è chiamato a distinguere: quali sono le mie? Quali sono le sue? E quali appartengono a persone che non ho mai incontrato? Man mano che queste distinzioni cominciano a dissolversi, diventa evidente quanto di ciò che crediamo sia esclusivamente nostro sia, in realtà, condiviso da tuttə.
HUMANKIND – ITERATIONS, 2026
Each iteration of HUMANKIND arises from an encounter with a different context. Whilst the installation itself remains unchanged, each new configuration alters the conditions of the experience and progressively expands the research. Ogni iterazione di HUMANKIND nasce dall’incontro con un contesto differente. Pur mantenendo invariato il dispositivo, ogni nuova configurazione modifica le condizioni dell’esperienza e amplia progressivamente la ricerca.
Site-specific Performance
30 Minutes
May 10 2026, Air-Raid Shelter, Piazza Risorgimento (Turin), Museo Diffuso della Resistenza
The monologue enters into dialogue with a place designed to protect lives during the war. Il monologo entra in dialogo con un luogo nato per proteggere la vita durante la guerra.

Credits: Carlotta Gariazzo
Durational Performance
60 Minutes January 11 2026, Chippendale Studio, Milan
The relentless repetition of the performance and the intimacy of the space amplify the work’s intimate nature. La ripetizione ad oltranza della performance e l’intimità dello spazio amplificano la dimensione raccolta del lavoro.

Credits: Elisa Pera
24×17 cm
Limited edition of 30 numbered and signed copies
Browse through the book here / Sfoglia qui il libro
The artist’s book documents the performance process, transforming it into a pocket-sized experience. Il libro d’artista raccoglie il processo della performance, trasformandola in un’esperienza tascabile.














Le bugie fanno male allo stomaco, 2025
What do you tell yourselves when everyone is watching? Lies make your stomach ache, let me give you mine.
Inspired by Luigi Pirandello’s “One, No One and One Hundred Thousand”, the piece explores the emotional cost of hiding parts of ourselves. Seven people are invited to share a truth they have never been able to say out loud. The artist receives each confession by writing it on their own stomach, temporarily taking on the emotional weight of another person’s silence. By offering her own body as a space for sharing that weight, the work becomes an act of empathy, breaking the cycle of emotional self-sufficiency and making a sense of relief possible.
Cosa raccontate a voi stessə quando tuttə guardano? Le bugie fanno male allo stomaco, permettimi di darti il mio.
Ispirata a “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, l’opera esplora il costo emotivo del nascondere parti di noi stessi. Sette persone sono invitate a condividere una verità che non sono mai riuscite a dire ad alta voce. L’artista accoglie ogni confessione scrivendola sul proprio stomaco, assumendo temporaneamente il peso emotivo del silenzio di un’altra persona. Offrendo il proprio corpo come spazio di condivisione del peso, l’opera diventa un atto di empatia, interrompendo l’autosufficienza emotiva e rendendo possibile un senso di sollievo.






Walks, 2024-ongoing
SIGN, 2024
The artist’s love of walking and exploration is combined with a desire to document and enrich the interactions we encounter – even if only for a few seconds – during our daily walks.
Every encounter becomes a subtle trace of connection. Through the collection of signatures, SIGN transforms an ordinary gesture into a mechanism capable of restoring value to what, in everyday life, tends to go unnoticed.
The work builds an archive of presences, showing how even a fleeting encounter can leave a mark and help to redefine the way we inhabit shared space.
L’ attitudine dell’artista al camminare e all’esplorazione si uniscono al desiderio di documentare e arricchire le interazioni che raccogliamo, anche solo per pochi secondi, durante le nostre passeggiate quotidiane. Ogni incontro diventa una traccia minima di relazione. Attraverso la raccolta di firme, SIGN trasforma un gesto ordinario in un dispositivo capace di restituire valore a ciò che, nella quotidianità, tende a passare inosservato. L’opera costruisce un archivio di presenze, mostrando come anche un incontro fugace possa lasciare un segno e contribuire a ridefinire il nostro modo di abitare lo spazio condiviso.
Piangere Amore, 2024-ongoing

A participatory installation that promotes the practice of self-love as an act of healing following experiences of abuse and emotional violence. The work invites viewers to let go of feelings of guilt and reclaim themselves, choosing to ‘weep for love of oneself’ rather than ‘weep for love’.
The installation centres on a QR code that links to the work, accompanied by an extract from a diary in which the artist shares her own experience of being in an abusive relationship.
The installation is situated in the toilets of nightlife venues in the San Salvario district (Turin): spaces of refuge, often steeped in shame, where confronting one’s own reflection can become a transformative moment of self-observation, resilience and emotional release.
The public is invited to share a selfie with the QR code using the hashtag #piangereamore and tagging @raffaellistudio.
Accessible both in person and online, the project proposes a widespread and replicable gesture, capable of generating a collective movement of love, awareness and rebirth.
Un’ installazione partecipativa che promuove la pratica dell’amore per sé come atto di ricostruzione dopo esperienze di abuso e violenza emotiva. L’opera invita a interrompere il senso di colpa e a riappropriarsi di sé, scegliendo di piangere amore per sé stessi, anziché piangere per amore. L’installazione si sviluppa attorno a un QR code che rimanda all’opera, accompagnato da un estratto di diario in cui l’artista condivide la propria esperienza all’interno di una relazione abusiva. Il dispositivo è collocato nei bagni dei locali della movida del quartiere San Salvario (Torino): spazi di rifugio, spesso intrisi di vergogna, in cui il confronto con il proprio riflesso può trasformarsi in un momento generativo di auto-osservazione, resilienza e scarico emotivo.Il pubblico è invitato a condividere un selfie con il QR code utilizzando l’hashtag #piangereamore e taggando @raffaellistudio. Attivabile sia nello spazio fisico sia online, il progetto propone un gesto diffuso e replicabile, capace di generare un movimento collettivo di amore, consapevolezza e rinascita.